Twitter e Facebook in ginocchio

A cura della redazione - 7 August 2009
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Un giallo politico internazionale si nasconderebbe dietro il temporaneo blocco dei siti di Twitter e di Facebook avvenuto nel pomeriggio di giovedì. I siti dei due popolari social network sono stati resi inacessibili dagli utenti con un attacco Denial-of-Service (DoS), che consiste nello scatenare una serie impressionante di richieste dati, tanto da sommergere i server di quei siti e mettendo in ginocchio l'infrastruttura dell'intero servizio.

Un attacco di questo genere va accuratamente preparato e impegna un numero incalcolabile di utenti, il più delle volte non consapevoli di quanto sta accadendo. In sostanza l'attacco viene preparato diffondendo all'inizio un particolare virus che si insedia nei Pc non protetti da antivirus. Quando i responsabili dell'attacco ritengono che i Pc infettati siano in numero sufficiente e sparsi ovunque nella Rete, ordinano l'attacco che dilaga a macchia d'olio e i Pc infetti cominciano a spedire verso l'obiettivo (Twitter e Facebook in questa occasione) la richiesta di connessione e di download di qualche particolare pagina. Quando il numero di richieste supera la capacità di risposta del server, il sistema collassa e - di fatto - si blocca.

È quanto è successo giovedì scorso e ci sono volute alcune ore perché Twitter e Facebook riuscissero a bloccare l'attacco e a ripristinare il servizio.

Il giallo si è delineato subito dopo, quando i responsabili della sicurezza dei due servizi hanno incrociato i risultati delle analisi compiute nei rispettivi server: Max Kelly, chief security officier di Facebook ha dichiarato che l'attacco era stato rivolto contro un solo utente, attivo su entrambi i siti; si tratta di un blogger georgiano che si nasconde dietro il sopranome Cyxymu, una città della repubblica georgiana in lotta con Mosca per il controllo di una parte del territorio dell'Ossezia, abitata da popolazione georgiana. E giusto un anno fa Mosca aveva scatenato una guerra lampo contro la Georgia per fermare le rivendicazioni. E i gieorgiani in queste settimane erano in fermento per organizzare manifestazioni di protesta in occasione del primo anniversario della guerra.
 
Secondo Max Kelly si è trattato di un attacco simultaneo ben congegnato e opera di persone con una particolare preparazione informatica con lo scopo evidente di mettere a tacere la voce del blogger. "Stiamo lavorando per scoprire l'origine dell'attacco e speriamo di poter arrivare ai responsabili" ha detto il responsabile della sicurezza di Facebook.

La polemica a questo punto è destinata ad aumentare e ne è un indice il commento di un blogger nel sito di Repubblica questa mattina che, pur fra mille punti interrogativi non esclude che: "premesso che alcuni Paesi del mondo sono pieni di gente di altissime competenze tecnologiche ma senza accesso ai soldi veri che la tecnologia può dare; premesso pure che meno di un mese fa o poco più abbiamo tutti celebrato il trionfo di Twitter sul regime iraniano e sui suoi media ufficiali e schiavizzati." si potrebbe addirittura pensare "che l’attacco a Twitter sia una ritorsione per quello che è successo con la rivoluzione verde..."

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