Fusione 3 Italia - Wind:ecco cosa pu´┐Ż succedere adesso

di Massimo Morandi - @massi64 - 7 agosto 2015
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´┐Ż di ieri la notizia dell'ufficialit´┐Ż della fusione fra 3 Italia e Wind. L'accordo, che con tutta probabilit´┐Ż comincer´┐Ż a mostrare i primi frutti e ad apportare i primi cambiamenti non prima di 12 mesi, offre fin d'ora un interessante spunto di riflessione.

Come cambier´┐Ż, dopo questo evento, il mercato delle Tlc in Italia? Quali saranno le conseguenze pi´┐Ż visibili?

A rispondere a queste domande ha provato Paolo Iacopino, direttore per l'Europa dell'Istituto di analisi e ricerche Pyramid Research. Innanzitutto, la nuova societ´┐Ż si presenta con un biglietto da visita importante:

- secondo operatore italiano per ricavi con 6,4 miliardi di fatturato combinato nel 2014, contro i 5,8 di Vodafone e i 15,3 miliardi di Telecom Italia (20% di market share).

- operatore mobile con il maggior numero di clienti (31 milioni, con il 34% di market share).

- secondo operatore fisso, con 2,8 milioni di clienti con linea fissa.

Tutto ci´┐Ż rappresenta un quadro perfetto per sfruttare la convergenza fra fisso e mobile. Questo segmento nel nostro Paese si ´┐Ż mosso fino a questo momento in modo molto lento, soprattutto a causa delle normative restrittive, per l'assenza di "cable operators" e per la mancanza di integrazione fra Tlc e servizi media (il satellite e il digitale terrestre dominano ancora il mercato della pay-tv in Italia). In quest'ultimo settore le cose hanno iniziato a cambiare da poco, grazie ad attori come Sky, Mediaset e, di recente, Netflix.

Tuttavia, il "quadruple play" (Internet a banda larga, Tv, telefonia e servizi wireless) non rappresenta l'unica ricetta di successo. Offerte di bundle fisso-mobile anche privo di contenuti di pay-tv hanno avuto successo in molte parti d'Europa occidentale (come in Spagna e Belgio) e potrebbero essere replicate anche in Italia.


La proposizione commerciale domestico-centrica di 3 e Wind potrebbe ravvivare la domanda di offerta convergente fisso-mobile e aprire nuove aree di mercato anche ad altri player.

Inoltre, ´┐Ż prevedibile un'intensificazione nella battaglia dei prezzi poich´┐Ż Wind-3 potrebbero far partecipi i propri utenti di parte dei risultati provenienti dalle loro sinergie riguardanti le spese operative (Opex) e le spese di capitale (Capex). La nuova societ´┐Ż, infatti, stima di realizzare circa 700 milioni di euro di sinergie (il 90% di questa cifra a partire dal terzo anno di operativit´┐Ż) che potrebbero facilmente tradursi in risparmio per gli utenti, grazie a prezzi e promozioni pi´┐Ż aggressivi.

Se la nuova entit´┐Ż giuridica decidesse di mettere in gioco per i propri consumatori anche solo 200 dei 700 milioni di euro risparmiati in sinergie, agli utenti potrebbe derivare un risparmio nella spesa mobile di circa il 5%. E ci´┐Ż potrebbe essere strategico per stimolare sia i servizi convergenti sia quelli portati dall'LTE.

Wind e 3 mirano ad accelerare l'espansione della copertura 4G, con l'obiettivo del 90% della popolazione entro il 2017, in linea con quanto dichiarato da Tim e Vodafone. Tuttavia, un'ulteriore flessibilit´┐Ż potrebbe derivare da un possibile obbligo di vendere parte dello spettro di frequenze dei 2,6 GHz, che con l'unione delle due entit´┐Ż rimarrebbe leggermente pi´┐Ż alto di quello attualmente allocato ai concorrenti Telecom Italia e Vodafone.

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